Il talento non ha genere, sprecarlo è un danno per il Paese. Conversazione con Ilaria Capua.

12 Settembre 2026

Nell’intervista di Elvira Frojo per Formiche, Ilaria Capua parla del suo nuovo libro “Non mollate. Manuale di resistenza per l’affermazione del talento femminile” (Rizzoli, 2026) e della necessità di non rinunciare al proprio talento di fronte a ostacoli, stereotipi e discriminazioni.

La scienziata parte dalla propria esperienza per raccontare un problema che non riguarda soltanto l’Italia: il gender gap continua a essere presente in ogni Paese e si manifesta soprattutto nei percorsi scientifici e nelle posizioni di maggiore responsabilità.

Secondo Capua, molte donne finiscono per “mollare” a causa di comportamenti scorretti, mancanza di opportunità, frustrazione o scelta di percorsi professionali meno competitivi. Una rinuncia che non rappresenta soltanto una perdita individuale, ma anche uno spreco di talento per l’intera società e per l’economia.

Nell’intervista presenta quindi la sua “resistosfera”: una sorta di cassetta degli attrezzi fatta di perseveranza, determinazione, resilienza, curiosità, coraggio e autostima. Strumenti per riconoscere il proprio valore e non confondere le discriminazioni subite con un limite personale.

Capua sottolinea inoltre l’importanza dell’educazione e del ruolo delle famiglie nel costruire maggiore consapevolezza, rivolgendosi anche ai padri perché sappiano riconoscere e sostenere le difficoltà vissute dalle proprie figlie.

Un secondo grande tema della conversazione è la “salute circolare”, la visione sviluppata da Capua che considera interconnesse la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante e dell’ambiente.

Da questa prospettiva nasce anche “Coop per la Scuola 2026 – Pensiamo circolare”, progetto dedicato agli studenti per aiutarli a comprendere come i comportamenti quotidiani possano influire sulla salute del pianeta e delle persone.

Infine, Capua guarda alla crisi climatica e al ruolo dell’Europa, invitando a non “mollare” anche sul fronte della ricerca, della salute pubblica e della tutela dell’ambiente. Un filo conduttore che attraversa tutta l’intervista: consapevolezza, responsabilità e capacità di reagire per costruire un futuro più equo e sostenibile.

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