Tre virologi in barca

30 Novembre 2020

C’erano una volta tre virologi. C’era una pandemia e loro andavano spesso in tv e stavano molto sui social. Il primo, lo chiameremo virologo A, nel programma serale dove era ospite fissa, disse: “Con il vaccino non sarà un liberi tutti. Se uno si vaccina non contrae la malattia, ma se incontra uno non vaccinato può ancora contagiarlo”. Morale: porteremo la mascherina ancora a lungo. Non se lo aspettava nessuno. Il secondo virologo, lo chiameremo B, quel giorno non era in tv, allora aprì Twitter e scrisse: “Gira la notizia che in generale i vaccinati sono protetti ma possono trasmettere la malattia. QUESTO NON E’ VERO. Per morbillo, rosolia, parotite o varicella – qui mi fermo ma la lista è lunga – chi è vaccinato non può essere infettato e NON PUO’ trasmettere la malattia”.

In realtà quella notizia non girava affatto: il virologo A parlava del vaccino del Covid-19 e infatti il virologo B subito dopo aggiungeva: “Ovviamente non sappiamo nulla di quello che accadrà con i diversi vaccini anti-COVID-19”. Il virologo A allora, sempre su Twitter, a corredo di una immagine in cui si vedono persone in fila per ascoltare “bugie confortanti” rispetto a “scomode verità”, ribadiva la sua “sintesi vaccinale”: “In generale, se una  persona vaccinata contro la malattia X entrasse in contatto con il virus X si ammalerebbe di X? #No In generale, la stessa persona #vaccinata ed #esposta al contagio X potrebbe trasmettere virus X ad una persona non vaccinata? #Si“.

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